"Artro che barca su l' Averno...un motore a quattro piste a pallaaaa!Cor Carogna che n' approfitta pe' contrabbandà a marijuana!...Virgilio che se fuma l' impossibbbile..e je grida : "Ah Carogna! e movite sennò finimo ar gabbio!" La CIA che l' insegue....sventagliate de mitra...bello...bello..."
Si fa un gran parlare della cosiddetta legge blocca-processi...io un paio li farei ripartire:
Il processo del Lunedì
..e il cult dei cult: l' appello del Martedì !
I mostri (1963)
R.I.P. Dino Risi (Milano 23\12\16-Roma 7\6\08)
BUON EUROPEO A TUTTI...
Vorrei ringraziare mia madre che con la sua incredibile apertura mentale Ha fatto si che, probabilmente, le mie prime parole dopo papà e mamma siano state "Attacco solare"...o al massimo "Raggio Gamma"...
C' è chi tra i suoi primissimi ricordi porterà per tutta la vita questa merda:
E chi in un giorno di pioggia davanti ad una tastiera ringrazierà sua madre per il Dottor Zero:
Si, ok ok...lo ammetto molti sono troppo giovincelli per capire....clicca qui per la sigla completa.
Ha detto Sir Alex Ferguson di Roy Keane «è il più grande giocatore da me allenato, una leggenda dello United per i prossimi 500 anni». Perché tale è stato il guerriero di Cork, storicamente ribelle come la terra da cui proviene.
«Irlandese di nascita: di Cork, per grazia di Dio». Così rispondono i corkiani quando gli viene chiesto delle loro origini, delle quali sono terribilmente orgogliosi. E la risposta è spesso «accompagnata da un sorriso o una bella risata verso chi non ha avuto la benedizione di nascere nella “Rebel County”. Un complesso di superiorità è il segno di distinzione degli uomini di Corcaigh (“luogo paludoso” in gaelico, mal tradotto dagli inglesi con Cork, “tappo di sughero”, ndr). E le donne sono anche peggio», parola di Keane. Un cognome un destino, visto che è l’anglicizzazione di Ó Catháin, diminutivo di “cath”, in gaelico “battaglia”.
Da quelle parti non una novità. E ben prima di quella di Kinsale, nel 1601, che avviò la secolare dominazione britannica. Fortemente segnata dal passato, dalle devastazioni vichinghe in poi, la città fu distrutta e ricostruita più volte, da qui la sua ricchezza culturale (è stata capitale europea 2005) e storica e l’atavica combattività di chi la popola. La contea fu denominata “Rebel County” dalla Corona Inglese nel 1499 (in senso spregiativo, accolto dai locali, invece, con supremo orgoglio) per via delle numerose insurrezioni. Un corso e ricorso storico vissuto anche durante la guerra d’indipendenza (1919-22) e in quella civile. Fin qui la storia, che però c’entra il giusto con il carattere, la cattiveria non solo agonistica, la concentrazione ai limiti dell’ossessione e la debordante personalità, eccessi di insana follia compresi, che invece appartengono soltanto a Keane.
Nato il 10 agosto 1971, Roy è il quarto dei cinque figli di Maurice (cui deve il secondo nome) e mamma Marie Lynch. Cresce con i genitori e i fratelli Johnson e Denis e la sorella Hilary al numero 88 di Ballinderry Park, a Mayfield, sobborgo alla periferia nord di Cork. Qualche anno dopo l’arrivo dell’ultimogenito Pat, la famiglia si sposta a Lotamore Park, sempre a Mayfield. Visitate ai giorni nostri le zone non sembrano così difficili come, pare, fossero allora e certo danno un minore senso di (relativa) pericolosità dei bassifondi nei pressi del porto, dove non mancano i ragazzini con indosso la maglia rosso fuoco dei Red Devils.
I soldi non abbondano, non c’è l’auto («ma non ci è mai mancato niente, e non ci sentivamo poveri»), al contrario dell’amore per lo sport, da sempre nel DNA di famiglia. Papà “Mossie” fu buon calciatore del Crofton e del North End, due squadre giovanili locali. Il nonno e due prozii materni avevano vinto la medaglia giovanile della FAI (Football Association of Ireland, la federcalcio dell’isola) e due zii, Mick e Pat Lynch, suo padrino, lo avevano preceduto nel Rockmount, una delle più antiche e gloriose società giovanili di Cork. Lì muove i primi passi da calciatore il piccolo Roy, che alla bassa statura supplisce con rabbia e determinazione fuori del comune. Doti che non sfrutta (se non nella squadra di atletica) alla St. John’s, la scuola dove va controvoglia nell’attesa che squilli l’ultima campanella, per andare a giocare a calcio. Prova anche l’hurling, come Denis Irwin, suo futuro compagno allo United e promessa in entrambi gli sport, e la boxe. Il primo viene abbandonato quando una scheggia della mazza spezzata gli si infila nella parte posteriore della gamba (sei mesi fermo). La seconda, a 12 anni, dopo averla praticata per tre agli ordini di Tom Kelleher al Brian Dillon Boxing Club di Dillon Cross. Nell’ultimo, il primo utile per combattere, vince tutti e quattro gli incontri della Irish Novice League ma è già capitano del Rockmount e deve scegliere: pallone o guantoni. Buona la prima.
La strada sembra in discesa, invece comincia la salita. Il fisico troppo minuto è per lui la molla che gl’incendia lo spirito guerriero ma per gli osservatori, anche i più esperti e smaliziati, è l’ostacolo che ne impedirebbe l’approdo al professionismo. Fallito l’esame per l’Intermediate Certificate, gli resta il calcio, nella stagnante economia irlandese di metà Anni 80. La Tigre Celtica è di là da venire, la disoccupazione impera. Tocca anche il padre, e sarebbe toccata anche a lui, che finita la scuola «prova la pesante inattività, alzandosi all’una soltanto per seguire la puntata quotidiana della sit-com “Neighbours” e portare fuori il cane, il migliore momento della giornata». La svolta arriva con il FÁS (Foras Áiseanna Saothair, in gaelico l’Autorità per il Praticantato e l’Occupazione, nata nel gennaio 1988 in seguito al Labour Services Act del 1987, ndr), il corso per aspiranti calciatori nato da una convenzione fra la FAI e il governo, che le tenta tutte per abbassare il tasso di disoccupazione e placare così le ire della sempre più esasperata opinione pubblica. Da lì alle nazionali giovanili il passo è duro ma breve. La spola Dublino-Cork-Dublino nei fine settimana, i primi soldi in tasca, il terrore di fallire che fa da propellente anti-solitudine e antidoto alle bevute coi compagni (che ci sono e ci saranno). La segnalazione a uno scout del Nottingham Forest, dove arriva dai Cobh Ramblers nel 1990 e riparte tre anni dopo alla volta di Manchester. Per 3,75 milioni di sterline: un record. Il resto è storia, in almeno dieci occasioni di molto oltre le righe.
L’intervista dopo il 4-1 beccato a Middlesbrough rilasciata alla (e censurata dalla) Tv del Man Utd, con fendenti per tutti, dal “secondo” Queiroz giù giù fino ai compagni Ferdinand, Smith e Fletcher, è solo l’ultima di una sequela di aggressioni verbali e fisiche. Tra le prime, nel novembre 2000, quella ai propri tifosi, «fantastici in trasferta ma troppo impegnati, nelle gare casalinghe, a bere bibite e gustare sandwich ai gamberetti e maionese per accorgersi di cosa succede in campo»; quelle con la FAI e il Ct McCarthy al mondiale 2002, chiuso dalla “fuga” all’aeroporto di Saipang; nel tunnel con Vieira prima della sfida con l’Arsenal per difendere il compagno Gary Neville; contro i compagni (specie i nazionali inglesi Brown, Butt e Scholes) prima del match di Champions League col Bayer Leverkusen. Roba da educande, comunque, rispetto alle seconde: l’intervento criminale, dell’aprile 2001 ma tramato dal settembre ’97, sul ginocchio di Alf-Inge Haaland, “colpevole” di avergli rotto il crociato e averlo deriso quando era rimasto a terra dolorante; la presa alla gola a Shearer, che gli aveva dato del «prick» (coglione); la gomitata del 2002 a Jason McAteer, suo successore come capitano della nazionale, cui seguì l’11° rosso in carriera. Senza contare i prioblemi legali avuti con i provocatori nei pub o i mitomani. Come Leanne Carey e Maxine Rourke (più un terzo personaggio), le signorine che, ignorate da lui e da Giggs dai quali le due volevano farsi offrire da bere, lo tagliano sotto l’occhio lanciandogli un flute di champagne. Bilancio: Roy una notte in guardina a spiegare, le tizie di corsa a telefonare tutto al “Sun”, non gratis ovviamente. O come un ragazzotto spostato, che ha smesso di insultargli la famiglia girando in bicicletta sotto casa solo quando Keane, dopo avergliele promesse, gliel’ha date.
Lascierà la maglia dello United dopo 12 anni , 326 presenze e 51 goal, 7 campionati vinti, 4 F.A. Cup, 4 Community Shield, 1 Champions League, 1 Coppa Intercontinentale. Adesso dopo una breve parentesi nelle file del Celtic Glasgow (il suo sogno di bambino) siede come allenatore sulla panchina del Sunderland.
Ho trovato un solo video che racchiudesse tutte le vicende appena descritte...di tanti l' unico che rappresenta degnamente il più grande guerriero mai visto su un campo da calcio è questo: clicca qui.
"Avevo aspettato abbastanza. L’ho colpito dannatamente forte. La palla era là (credo). Beccati questo str****. E non provare mai più a ghignarmi in faccia che sto simulando un infortunio" (R. Keane)
"Se mettessi Roy Keane come rappresentante del Manchester United in uno scontro uno a uno, vinceremmo il derby,la premiership, una gara di barche e qualsiasi altra competizione. Possiede qualcosa di incredibile" (Sir A. Ferguson)
Force of nature.
Dopo una cena con vecchi compagni di classe il minimo che ti può capitare è rievocare fatti e personaggi del passato. Il mio professore di matematica del liceo non credo che me lo scorderò mai...
Potremmo dire tutto di quest' uomo: ubriacone molesto, triviale nei modi e nei contenuti, discreto giocatore di calcetto, stronzo, ritardatario cronico ma maniaco della puntualità le 3 o 4 volte che capitava in classe in orario, un uomo che insegnava la matematica non parlava l' italiano ma in compenso era forte sul toscano..non da fumare però, le nazionali senza filtro per lui erano un must. Un uomo che mi bocciò per ben due volte ma adesso è uno di quelli che ricordo più volentieri. Un uomo che elargiva consigli e delucidazioni di questo tipo:
"Questi due aggeggi sono paralleli, mentre le linee coniche nascano tra un altro aggeggio e una parte del piano."
"Perchè voi vu sehe come mille persone co' fucili , che però le un' enno un esercito."
"L' Ellisse gli è come quande tu punti una bagiurre su i' muro"
"Perchè l' è come quando tu dai una martellaha a un muro di cimento armatho e i carcinacci cascano da quell' attra parte."
"Te, se tu devi andare co la bicicretta su i Monte Bianco, prima tu dei andare in Carvana."
Un uomo che un giorno ci lasciò con una frase a chiudere la lezione che tutt' ora resta un mistero. Ci abbiamo provato ad interpretarla...ma ogni tentativo è stato vano. C' è chi dice che sia la formula alchemica per tramutare il piombo in oro:
"A me mi piace fare le figurine, quello a cui parto appena ci mettessi al posto della x..se io si sostituisce."
CHAPEAU PIPPO..
